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MASANOBU FUKUOKA
"The ultimate goal of farming is not
the growing of crops,but the cultivation and perfection of human beings."
Masanobu Fukuoka
Masanobu Fukuoka ci ha lasciato il 16 agosto all’età
di 95 anni. Ha passato il velo dell’esistenza terrena uno dei grandi
maestri dell’agricoltura fatta col cuore. Il suo libro “La rivoluzione
del filo di paglia” è stato uno dei primi libri che ho letto circa 25
anni fa.
Fukuoka è stato il padre fondatore dell’agricoltura
naturale, un rivoluzionario che già a 25 anni (intorno al 1940) intuì che
il modello produttivo occidentale che si stava diffondendo in Giappone in
quel periodo andava profondamente rivisitato. Ecco che quindi si posero
le fondamenta della pratica del non fare, o meglio, del lasciare fare
alla natura.
L’agricoltore deve solo seminare e raccogliere i
frutti, restituendo poi la maggior parte possibile di quello che è stato
tolto al sistema naturale. Così nacquero oltre all’agricoltura naturale
propriamente detta anche altre filosofie derivate, tra cui la
permacultura e l’agricoltura sinergica.
Spesso le persone non vengono apprezzati finché
rimangono contemporanei e diventano grandi solo dopo anni dalla loro
morte.
Alcune note di questo grande maestro per ricordare il
suo grande lavoro tratte da Civiltà Contadina di Alberto Olivucci.
Masanobu Fukuoka, il pioniere dell'agricoltura
naturale o del non fare, è morto il 16 agosto, a 95 anni, di morte
naturale.
Questo scarno annuncio ha già fatto il giro del mondo,
non tramite i grandi media di informazione, ma via una semplicissima
email di 2 righe che è stata recapitata anche alla nostra associazione.
Sulla stampa non ho trovato nessun riscontro, solo sulle voci di
Wikipedia inglese e giapponese.
Questo uomo ha lasciato un grande segno dietro di se e
i molti che ne hanno letto i libri e ne hanno seguito i consigli ne
ammirano la sua grandezza che ha saputo applicare all'agricoltura i
concetti tipicamente orientali del "non fare" traendone grandi
risultati.
Ora che lui è passato tocca a noi portare avanti e
sviluppare le sue idee e le sue pratiche. Nessuno in tutto ciò può averne
un merito, in fondo stiamo solo tentando di salvarci la pelle e il
pianeta. Che merito ne abbiamo dal tentare di salvare ciò che resta del
pianeta? Stiamo solamente facendo il nostro dovere.
Sono invece disgustosi coloro che per futili
motivazioni si perdono in chiacchiere e polemiche inutili invece di
dedicarsi, possibilmente insieme, alla salvaguardia dei territori e della
loro vivibilità, dei semi e della possibilità di vita per le prossime
generazioni. Non è stato affatto il caso di questo uomo esemplare che con
discrezione e senza clamore ha reso un grande servizio a molti sia con il
suo metodo agricolo sia descrivendolo con i suoi libri, che se pure hanno
venduto tante copie non hanno cambiato la sua semplicità di vita.
Una
testimonianza di Luigi Gallo
Fukuoka e l'agricoltura del non-fare
Incontrai questo piccolo grande uomo la prima volta
circa 25 anni fa in occasione di una suo viaggio in Europa per l'invito a
un convegno sul biologico in Austria. Masanobu Fukuoka è un microbiologo
giapponese che sviluppò, già a partire dagli anni '40, un metodo definito
"agricoltura naturale" o anche "agricoltura del non
fare". Ricordo che fui colpito molto dal fatto che in una visita ad
alcune fattorie biologiche egli rispondesse alle domande degli
agricoltori presenti, i quali chiedevano ragguagli tecnici, soprattutto
con poesie, disegni, insegnamenti di vita...
Per M. Fukuoka infatti lo scopo vero dell’agricoltura
non è far crescere i raccolti, ma la coltivazione e il perfezionamento
degli esseri umani: una via di ricerca interiore. Per Fukuoka bastano
1000 mq a persona per arrivare all’autossufficienza alimentare, ma la
cosa più importante è che la cura del proprio campo, armonizzandosi con i
cicli della natura, nutre non solo il corpo, ma anche l'anima.
Fukuoka stava dicendo a quei contadini che, col suo
metodo, potevano smettere di "faticare" e trovare il tempo per
fare anche arte, poesia, crescere spiritualmente. Questa era per lui la
cosa più importante da comunicare.
II principi rivoluzionari del metodo Fukuoka sono:
- non arare
- non diserbare
- non concimare
- non potare.
In tal modo egli riesce a coltivare sullo stesso
appezzamento una grande varietà di piante e la fertilità del terreno
aumenta stagione dopo stagione, ottenendo anche due raccolti nello stesso
anno.
Con questo approccio, in 50 anni di effettivi e
straordinari risultati, ha messo in serio dubbio tutte le certezze sia
dell'agricoltura tradizionale che di quella scientifica.
Ad esempio egli ha dimostrato che l'effetto provocato
dall'aratura è controproducente perché compatta il terreno e ne
diminuisce la porosità rendendolo progressivamente sempre più duro.
Anche uno dei lavori tipici – più estenuante un tempo,
quando si faceva a mano, e più inquinante oggi a causa dell'uso dei
diserbanti chimici – del contadino è quello di rimuovere le cosiddette
"erbacce". Tutti hanno sempre pensato che le piante infestanti
danneggiassero i raccolti. Ebbene Fukuoka fa notare che:
1) in natura le piante vivono e crescono insieme;
2) le radici delle erbe penetrano a fondo nel terreno
smuovendolo e facendo entrare aria;
3) quando le erbe concludono il loro ciclo vitale,
forniscono l'humus che permette ai microrganismi della biosfera di
svilupparsi arricchendo e fertilizzando il terreno.
Tutto avviene da sé, per l'appunto l'agricoltura del
non fare.
Il testo più famoso di Masanobu Fukuoka, tradotto
anche in lingua italiana, è La Rivoluzione del Filo di Paglia.
Bibliografia
- Lezioni italiane di Masanobu Fukuoka:
un'introduzione alla rivoluzione del filo di paglia. (Buttate via
l'orologio), Pucci Giannozzo, 2005, Libreria Editrice Fiorentina, €
7,00
- La rivoluzione del filo di paglia. Un'introduzione
all'agricoltura naturale, Fukuoka Masanobu, 2003, Libreria Editrice
Fiorentina, € 12,00
- La fattoria biologica. Agricoltura secondo
natura,Fukuoka Masanobu, 2001, Edizioni Mediterranee € 18,50
fukuokafarmingol.info/ fintro.html
alice-ki@libero.it www.spiritualweb.it
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